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Analisi delle forme

Le danze antiche e la suite

L'impulso che subì la musica strumentale a partire dalla seconda metà del XIV secolo investì anche il genere profano, tanto che nuove forme vennero a concretizzarsi. Stiamo parlando delle antiche danze, originariamente divise in "alte" e "basse" secondo il movimento della gamba durante il ballo stesso.

Pavana, Gagliarda, Passepied, Doppio, e più tardi Minuetto, Bourrée e molte altre divennero veri e propri pezzi strumentali, abbandonando via via il semplice ruolo di accompagnamento al ballo, man mano che anche la tecnica strumentale progrediva.

Tali danze, nate spesso nate in ambienti popolari, entrarono prepotentemente nelle corti nobiliari come musica da intrattenimento; si fece così largo l'abitudine di accostare questi movimenti di danza secondo il motivo del contrasto, ad una danza di carattere brillante ne seguiva un'altra di andamento più moderato. Durante il secolo successivo, un altro elemento cardine concorse infine a dare quell'elemento di coesione formale di cui una raccolta di brani (qual è la suite, appunto) necessitava : l'affermazione della tonalità. La suite si sviluppò quindi come un'insieme di danze, accostate tra loro secondo il principio del contrasto del loro andamento e accomunate dalla stessa tonalità.

Molte sono le varianti di suite prodotte nella storia della musica tanto che oggi questi cardini non sono più validi, così come non sono più gli stessi i movimenti di danza che la compongono; noi ci riferiremo perciò, nella trattazione, alla suite barocca, essendo questa uno dei generi dominanti del periodo barocco, codificata idealmente a metà del '600 da J.J.Froberger e perfezionata magistralmente da molti compositori tra cui spiccano J.F.Händel e J.S.Bach.

La struttura della suite-tipo prevedeva quattro danze : l'allemanda, la corrente, la sarabanda e la giga. A queste venivano poi accostate, alle volte, altre danze come il bourrée, il minuetto, la gavotta, la musetta, il passepied, ecc... mentre in alcune raccolte di J.S.Bach (ma non solo), l'introduzione a queste danze era costituita addirittura da un preludio polifonico (si vedano ad esempio le suites inglesi). Parlando sempre di J.S.Bach, è necessario citare anche le numerose Partite per strumento solista, che procedendo nello schema architettonico della suite inseriva altri movimenti come il "preambolo", la "toccata", la "sinfonia" all'inizio della raccolta di brani e "aria", "polonaise" ed altri tra quelli principali citati prima.

Caratteristica comune alle danze che compongono una suite è, oltre alla tonalità, anche l'architettura formale dei singoli brani: essi sono tutti bipartiti (suddivisi in due distinte sezioni, entrambe con ritornello) e propongono un motivo musicale che subisce un semplice percorso armonico durante lo svolgimento: dalla tonalità di partenza ci si porta, in conclusione della prima parte, al tono vicino della dominante, o al relativo maggiore; la seconda parte inizia dal nuovo tono raggiunto per concludersi nuovamente nel tono originale.

L'allemanda è una danza di andamento moderato, solitamente in tempo di 2/4 o 4/4, di origine tedesca come il nome suggerisce, caratterizzata da un inizio di tipo anacrusico. La corrente è una danza di origine francese, di andamento brillante, scritta nel tempo di 3/2 o di 3/4, con inizio sempre in anacrusi.

La sarabanda è una danza di origine spagnolo-saracena, rappresenta il movimento più lento e grave della suite (si trova infatti in posizione centrale) e può avere andamento binario o ternario. L'inizio è tetico (in battere) e generalmente (essendo un movimento lento) è la danza nella quale si ha la presenza più massiccia di abbellimenti (trilli, mordenti, ed altre figurazioni similari).

E' frequente trovare, dopo la sarabanda, una danza di andamento moderato, binaria (come il bourrée, gavotta, capriccio, ...) o ternaria (minuetto, burlesca, rondò, ...) spesso in configurazione doppia. La suites inglese di J.S.Bach n.2 in la minore, per esempio, presenta una coppia di Bourrée, denominati appunto I e II, contrastanti per l'elemento della tonalità : il secondo minuetto è nella tonalità di La maggiore mentre il primo è in quella della suite (la minore). Lo stesso avviene nella medesima raccolta in tutte le altre suites : nella n.1 e nella n.5 troviamo due passepied (il primo nel tono d'impianto della suite, il secondo nel modo maggiore); nella n.3 e 6 abbiamo due Gavotte, nella n.4 abbiamo due Minuetti.

La danza che conclude la suite è la giga, di origine italiana, andamento brillante e ritmo ternario, scritta quasi sempre in 3/8, 6/8, 12/8, o simili. Inizia sempre in anacrusi e ha la caratteristica di iniziare la seconda parte riproponendo il tema iniziale (della prima parte) per moto contrario.

Altri movimenti che possono comparire nelle suites, anche se con minore frequenza rispetto a quelli citati, sono il Capriccio, di carattere brillante, e derivazione popolare; la toccata, nata come pezzo virtuosistico strumentale a sé stante; l'aria, di andamento estremanente lento, nata come il nome suggerisce come pezzo per voce accompagnata.

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